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Le Bon Folkett

Frammenti da un concerto.

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Niccolò Baldi (batteria), Stefano La Rocca (basso), Simone Melloni (chitarra), Matteo Cavalieri (chitarra), Eleonora Maracino (flauto) Alessandro casentino (violino), Tommaso Petrella (voce)

 

 

 

Un educatore del nido, un futuro avvocato, un geologo, un violinista e una flautista di professione, un futuro ingegnere e un giardiniere (diventato rastrello a loro dire)...chiamarli cover band è assolutamente riduttivo, ma di certo tutti gli appassionati dei Modena City Ramblers hanno rivissuto, grazie a loro, i momenti in cui si sentiva nell'aria il vero folk, prima del loro nuovo assetto.
Le Bon Folkett nascono circa 3 anni e mezzo fa, all'interno di una Peugeout 106 (ma sul modello abbiamo qualche dubbio) nei pressi di Porta Saragozza nel cuore di Bologna, dalle parole del cantante e di un bassista che però ha preso altre vie.
Ratti della Sabina, Bandabardò, Davide van de Sfroos, Modena City Ramblers, Folkabbestia e De Andrè sono sound su cui si fonda la base musicale del loro repertorio.

Ci si aspettava una band di dilettanti, invece con nostra sorpresa, si è rivelato essere un gruppo non solo di bravi musicisti, ma anche di persone capaci di divertirsi sul palco e di divertire chi stava sotto lo stesso palco a ballare.
Ma, appunto, non si tratta di una mera cover band, è molto di più e ciò si comprende anche dalle loro canzoni:

"Bodhran Express",il nuovo inizio, il viaggio benaugurante sulle note del "tamburello"irlandese;

"Insolito soggetto", vita vissuta, esperienze e incontri nei festival.

Proprio quest'ultima è una delle parole chiavi di questa band che ha calcato il palco in numerosi concorsi.
Tanto per citarne qualcuno: il Trimi's festival che li vede classificati al terzo posto. Inoltre si sono visti assegnare una delle tre borse di studio per la formazione professionale messe a disposizione da Music Academy. Nonchè c'è da menzionare la partecipazione al Festival di Castorcaro.

 

In attesa del loro cd di debutto, li possiamo vedere e sentire il 6 dicembre 2008 al Paladozza.


 

 

 

Annalisa Guidi